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Diario
 


Chi è chi? Esistono davvero ancora i confini?
Possiamo ancora identificarci in una comunità chiusa,
neutra, esclusa da qualsiasi contesto? E se un
televisore, un computer, una radio, ci può mettere
in contatto con l'altro, che cosa accade?
Siamo appartenenti a comunità e confini inventati,
l'onda della globalizzazione ha spazzato via tutto.
Facciamo finta che nulla sia cambiato, ma allora
perchè ci ci facciamo le guerre? Forse per affermare
quell'invenzione che chiamano Occidente e Oriente.






 

 




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8 novembre 2006

Cambio d'indirizzo

Non sono scomparso sto a questo indirizzo: http://grooming.ilcannocchiale.it, passate no?




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14 ottobre 2006

Zapping trip

Lo zapping è l’attività di sopravvivenza per un telespettatore medio italiano. Ogni qualvolta mi ritrovo davanti lo schermo cerco di sfuggire dal nulla. Il nulla dei telequiz, dei reality, dei telefilm, dei soliti documentari, delle ricette della nonna, dei telegiornali show. Uso il pollice freneticamente. Pigio un tasto, poi quello seguente, poi ancora un altro, fino a ritrovarmi nella periferia televisiva, quella costituita dalle tv private locali. Uno sguardo a televendite per dimagrire in 3 ore 3 chili, fantastrologia applicata al lotto, all’amore, al lavoro. Allora è in quel momento, dopo che il cervello ha accumulato un numero spropositato di inutilità, e quindi chiede soccorso, pigio il tasto rosso e lo schermo torna nero. C’è la mia faccia riflessa, mi guardo. Quanto sono fico.




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9 ottobre 2006

L'omicidio di Anna Politkovskaia

L’uccisione della giornalista russa Anna Politkovskaya la dice lunga sullo stato attuale di democrazia nella Russia di Putin. Si, la Russia di Putin. Quella Russia che mostra una facciata democratica, moderna, che ha un ricordo sbiadito del comunismo, ma che ha nel suo intestino sistemi che compromettono, o forse hanno già compromesso l’ordine democratico.

Per il Pil pro capite secondo la Ppp (Purchasing power parità) la Russia si trova al 69°posto al mondo. Ma non solo, l’inflazione è altissima, ciò ha dato vita a due blocchi sociali, due rappresentazioni sociali opposte della Russia: una maggioranza indigente e una minoranza che vive di privilegi, molti dei quali ottenuti grazie al governo Putin. Esempio: in base all'indice della corruzione della Transparency International, la Russia è al 126°posto su 159 Paesi, il diritto di proprietà è un bene per pochi. E poi c’è la censura nell’informazione, in questi giorni tristemente ricordata, secondo l'indice dei diritti politici della Freedom House, la Russia occupa il 168°posto tra 192 Paesi del mondo.
 
Ma su cosa indagava la giornalista russa? L’ultima sua inchiesta era su rapimenti e torture in Cecenia. In passato aveva denunciato corruzione e atteggiamenti dispotici di Putin nell’ambiente politico russo. Il quotidiano dove lavorava, il Novaya Gazeta, parla di omicidio politico; i presupposti ci stanno tutti.

Vladimir Putin promette di approfondire le indagini sull’assassinio della Politkovskaya, ma sembra essere un altro tassello che va ad arricchire lo sbiadito mosaico chiamato Russia.




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6 ottobre 2006

Il terzanismo

Sto leggendo Un altro giro di giostra di Tiziano Terzani. Lo sto leggendo con grande attenzione, motivato più che altro dal gran parlare sulla figura di Terzani. Conosco la figura professionale del giornalista fiorentino, le sue testimonianze dall’Asia, sulle guerre, i mutamenti politici, economici e compagnia bella. Conoscevo poco quelli umani. E questo libro è un’autobiografia a sfondo psicologico; la malattia come pretesto per poi analizzare con lucidità ciò che lo circondava. Il legame con le culture asiatiche, costantemente richiamato da parte del giornalista, sono un bel modo di analizzare i nostri tempi. I pensieri di Tizano Terzani sono profondi e toccano le mille sfaccettature della nostra società partendo da basi solide, direi coriacee.

Qualche giornalista, evidentemente non in linea con il pensiero di Terzani, parla di terzanismo; a mio parere, se davvero tale movimento esistesse, potrebbe ben definirsi come l’ennesima manifestazione di esaltazione mediatica. Qualcuno ha travisato i pensieri di Tiziano Terzani. Ciò accade ogni qualvolta un pensiero diventa sfocato, perde la sua consistenza, per colpa di un’attenzione spasmodica, spesso dettata da leggi di mercato che nascoste dietro le quinte, rendono tutto più finto e sterile.
 
A sinistra come a destra ciò è facilmente individuabile. Proprio la figura di Terzani è stata messa a confronto con quella della Fallaci, personaggio ben collocabile in una dimensione politica acculturata di centrodestra. Anche qui stessa operazione. Anche qui banner con raffigurata la giornalista da mostrare sui blog, anche qui citazioni evidenziate in grassetto. Stessa storia, stessa pratica.




permalink | inviato da il 6/10/2006 alle 21:56 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa


4 ottobre 2006

San Francesco

Oggi è San Francesco, oggi si festeggia un santo importante, un santo che ha lasciato un segno indelebile sulla nostra storia, sulla nostra cultura. Non me ne vogliano i devoti ad altri santi, ma a mio parere San Francesco ha qualcosa in più. Le sue parole e le sue gesta sono, in ogni istante della nostra vita, facilmente applicabili, quotidianamente ben visibili. Ma non solo questo, San Francesco è anche molto altro. Oltre ad essere stato un santo capace di indicare schemi e rapporti semplici, diretti, positivi tra le persone, Francesco era anche capace di intravedere il pellegrinare come strumento di pace.
Essere portatori di pace. Essere portatori di cambiamenti. Essere portatori di sollievo per chi sollievo non ha. Tutto questo è ben rappresentato nella sfera teorica (poi applicata con successo) di San Francesco. E tutto questo non può che essere attuale. Questi tre passaggi, se me ne dimentico qualcuno prego di aggiungerli, sono a mio parere i fondamenti di ogni entità sociale che voglia esporsi positivamente al mondo d’oggi. Non c’è alternativa. Il conflitto, lo abbiamo ormai capito, non porta a soluzioni vere, sicure, durevoli. Non prendetela come una semplice digressione pseudo pacifista, questi sono elementi che meritano dovuti e seri approfondimenti, non solo da parte della sfera religiosa, ma anche e soprattutto da parte dei politici, di coloro che decidono e pianificano strategie per migliorarci.
Questo è per me San Francesco, un viso allegro, semplice, che nasconde ragionamenti profondi, pensieri, forse, messi da parte, lasciati appassire dalla nostra storia che li ha idolatrati, ma che non li hai mai presi seriamente in considerazione.




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3 ottobre 2006

Viaggiare

Sono andato in libreria convinto che l’ultimo libro di Ammaniti fosse già uscito, invece c’è ancora da aspettare. Quanto attendere ancora non lo so, ma credo poco, visto che l’ultimo numero de il Venerdì gli ha dedicato la copertina. Girando per la libreria sono capitato in un reparto poco battuto dalle mie assidue frequentazioni, quello di letteratura e viaggi. Libri di viaggio non ne ho letti tanti, anzi forse solo due, di cui uno neanche finito. Il grande boh di Lorenzo Jovanotti me lo sono portato quest’estate in Interrail, me lo sono riletto, e mi è piaciuto ancora. L’anno scorso comprai Nessuno lo saprà di Enrico Brizzi ma non sono riuscito a terminarlo, troppo intimista, troppo interiore, non ce l’ho fatta.

Nel reparto letteratura e viaggi ho trovato Un altro giro di giostra di Tiziano Terzani. Era da tempo che mi stuzzicava l’idea di leggerlo. Sono sempre stato attratto dalla figura di Terzani che peraltro è stato un grande viaggiatore. Lui ha saputo inoltrarsi nella terra dell’altro, ne ha saputo cogliere pregi e difetti, per questo visse molti anni in Cina, dove poi venne cacciato da un governo autoritario poco incline a critiche intestine.
Il viaggio, il prefissarsi una meta, lo scorrere dei chilometri, perdere la capacità di saper razionalizzare i minuti, le ore, i giorni. Questo è viaggiare.

Ma di questi tempi viaggiare diventa sempre più difficile. Si parla di società globalizzata, di abbavisitare luoghi, ma vuol dire anche e soprattutto conoscere chi vive quei luoghi. I macro problemi internazionali che ci pendono sopra le nostre teste dipingono l’altro, colui che vive lontano, o che viene da lontano, come un diverso. Attenzione, altro e diverso hanno due significati ben diversi, altro può diventare nostro e quindi comprensibile, conosciuto; diverso può diventare normale, quindi mutare la sua condizione da uno stato di anormalità, ad uno di normalità. Lo stato iniziale è quello principalmente criticabile.

Viaggiare senza perdere le proprie radici, ma per mettere in discussione i propri valori, confrontarli, farli conoscere, ecco come intendo io il viaggiare. E poi tornare per raccontare com’è questo mondo sempre più piccolo, grazie alla tecnica, ma culturalmente sempre più vasto e molto spesso irraggiungibile.




permalink | inviato da il 3/10/2006 alle 17:44 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa


23 settembre 2006

Condanna a morte per 4 soldati Usa in Iraq

James Daniel, procuratore militare statunitense, ha chiesto la pena di morte per quattro soldati americani accusati di aver ucciso tre prigionieri iracheni a Tikrit il maggio scorso.
E’ una pena pesante quella espressa dal procuratore militare, infatti negli Usa è dal 1961 che non vengono emessi mandati a morte a soldati.
Stando ai numeri pubblicati dal Washington Post, la maggioranza dei militari americani accusati di aver ucciso civili iracheni illegalmente, è stata prosciolta. Alcuni funzionari militari ed analisti di guerra fanno osservare il numero esiguo di morti “sbagliate”. Sono 39 i militari Usa accusati  in relazione dei 20 iracheni uccisi dal 2003 ad oggi, 20 di questi sono stati riconosciuti colpevoli dei crimini commessi e hanno subito sentenze che vanno ai 45 giorni ai 25 anni di reclusione. Altri 4 sono stati processati davanti alla corte marziale, il risultato è stato un proscioglimento e tre condanne senza reclusione.
Da una parte le forze militari americane difendono l’operato dei loro soldati, evidenziando le difficoltà delle operazioni, la possibilità di confondere obiettivi e semplici civili. Dall’altra parte si critica la riluttanza nell’approfondimento delle indagini troppo spesso utilizzata.
Il numero di vittime civili irachene è molto approssimativo, soprattutto dai numeri diffusi dalle forze militari statunitensi. L’organizzazione indipendente Iraq Body Count denuncia un numero di vittime civili che varia tra le 40.000 e le 45.000, vittime del terrorismo interno al paese, ribelli e soldati Usa. Cifre che impressionano e che, secondo l’organizzazione, meritano indagini più dettagliate.




permalink | inviato da il 23/9/2006 alle 14:2 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa


6 luglio 2006

Test missilistici in Corea del Nord

Se in Iran non si hanno certezze sull’utilizzo, civile o bellico delle centrali nucleari, in estremo Oriente, più precisamente nella comunista Corea del Nord, missili a testata nucleare esistono eccome. E a rendere tutto più inquietante, c’è la notizia di un paio di giorni fa del test missilistico coreano nel Mare del Giappone. Il Consiglio di Sicurezza dell’Onu si è riunito in tutta fretta, gli Usa chiedono sanzioni, dello stesso parere è il primo ministro giapponese Koizumi. Ciò che colpisce è invece la reazione cinese. Dopo aver appreso del test missilistico coreano, Pechino non si è esposto, ha atteso. Perché? E’ risaputo il rapporto di amicizia che lega la Cina con la Corea del Nord, per quest’ultima la Cina rappresenta l’unico strumento per uscire dal duro isolamento nell’estremo Oriente. E se il ministro degli esteri cinese riconferma l’amicizia tra i due paese, la Russia indica una soluzione politica più morbida, rispetto a quella presentata da Usa e Giappone.
Se l’Onu dovrà contrastare le aspirazioni belliciste coreane, come si comporterà la Cina, paese che, soprattutto nel Consiglio di Sicurezza, assume sempre maggior peso? Ci ritroveremo ad un nuovo scontro a suon di veti come è accaduta per l’Iraq? E la posizione assunta dalla Russia che significato ha? Certo è che la comunità internazionale sembra non trovare una linea comune, su un tema così scottante e delicato.

foto:laStampa.it




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22 giugno 2006

La gallina dalle uova d'oro

Torno dopo un lungo stop. Scusate l’attesa, ma io il blog lo intendo così. Come un posto dove stare per un po’ e non avere nessun legame costretto, nessun dovere, ma solamente il piacere. Quello dello scrivere, quello del confronto, quello dell’impegno.

In questa pausa ne sono successe di cose. Dalle intercettazioni ai mondiali, alle scaramucce della maggioranza al rush finale per il referendum.

Sul calcio non ho ancora scritto nulla, e scusandomi per il ritardo, ecco come la penso. Se il calcio veramente sta per cambiare, se si vuole dare una svolta, questo è il momento giusto. Ma del calcio io mi fido poco. Non credo che la pulizia di queste settimane servirà a cambiarlo. Non è un luogo comune dire che il calcio, in Italia, ma come anche in molti paesi europei, è la gallina dalle uova d’oro, e la gallina non può passare dalle uova preziose (e per pochi) a uova normali (e per tutti). Mettere dei limiti sull’acquisto di un giocatore, creare vantaggi per tutti, facendo si che anche il Campobasso un giorno possa mirare alla lotta per lo scudetto, è utopia.
 
Il nostro calcio è stato egemonizzato per anni da pochissime squadre, il benessere che il calcio ha prodotto è stato spartito da privilegiati, che senza scrupoli, si sono ritagliati il loro spazio e lo hanno difeso con le unghie e con i denti.




permalink | inviato da il 22/6/2006 alle 21:48 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (10) | Versione per la stampa


11 maggio 2006

Napoltano presidente

Questo blog saluta, con questa foto, il nuovo capo di Stato. La foto ritrae un Napolitano volontario cameriere alla festa dell'Unità ai Mercati Generali di Roma.

La foto l'ho gentilmente presa da qui.




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